<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Valentina Armani Psicologa</title>
	<atom:link href="https://www.valentinaarmani.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.valentinaarmani.it</link>
	<description>Psicologa - Psicoterapeuta, Esperta in Neuropsicologia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 07 Jun 2023 07:29:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.0.10</generator>

<image>
	<url>https://www.valentinaarmani.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Valentina Armani Psicologa</title>
	<link>https://www.valentinaarmani.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L&#8217;ANSIA E&#8217; SEMPRE UN SENTIMENTO NEGATIVO?</title>
		<link>https://www.valentinaarmani.it/lansia-e-sempre-un-sentimento-negativo/</link>
					<comments>https://www.valentinaarmani.it/lansia-e-sempre-un-sentimento-negativo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 14:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.valentinaarmani.it/?p=2358</guid>

					<description><![CDATA[Il termine “ansia” è diventato ormai una parola che si utilizza nelle conversazioni di tutti i giorni e che viene tendenzialmente usato con accezione negativa. Ma è sempre così? Possiamo interpretare l’ansia come quell’emozione segnale che si attiva quando ci troviamo di fronte a qualcosa di non definito che ci sta mettendo in difficoltà. Ma, &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.valentinaarmani.it/lansia-e-sempre-un-sentimento-negativo/"> <span class="screen-reader-text">L&#8217;ANSIA E&#8217; SEMPRE UN SENTIMENTO NEGATIVO?</span> Leggi tutto »</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il termine “ansia” è diventato ormai una parola che si utilizza nelle conversazioni di tutti i giorni e che viene tendenzialmente usato con accezione negativa.</strong> <strong>Ma è sempre così</strong>?</p>



<p>Possiamo interpretare l’ansia come quell’emozione segnale che si attiva quando ci troviamo di fronte a qualcosa di non definito che ci sta mettendo in difficoltà.</p>



<p>Ma, come la paura, rientra nella dimensione delle emozioni che ognuno può normalmente sperimentare. </p>



<p>Può diventare disfunzionale quando si attiva in quantità elevata o quando non si riesce a capire perché si sia attivata.</p>



<p>La cosa importante è quella di distinguere qual è la reazione che provoca questa ansia:</p>



<ul><li>Ansia che attiva: è funzionale e sana, porta a intraprendere dei cambiamenti, a essere più concentrati di fronte ad un compito, a capire l’importanza della persona o della situazione che si ha di fronte, deve essere ascoltata ed accolta;</li></ul>



<ul><li>Ansia che limita e immobilizza: porta all’evitamento delle situazioni vissute come critiche, non aiuta nel riconoscimento del reale contenuto di quello che mi sta mettendo in difficoltà, se non ascoltata può sfociare in rimuginio o sintomi fisici che diventano a loro volta dei segnali di allarme da parte del corpo.</li></ul>



<p><strong>Qual è l&#8217;obiettivo principale del lavoro in psicoterapia?</strong></p>



<ol><li>riconoscere quali sono i segnali legati all’ansia;</li><li>individuare e valorizzare il contenuto di questa emozione;</li><li>mettere in atto strategie personali per affrontare/modificare la situazione che ci sta mettendo in difficoltà.</li></ol>



<p>Per approfondimenti e altre informazioni fare riferimento alla pagina <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.valentinaarmani.it/contattami/" target="_blank">Contatti</a> .</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.valentinaarmani.it/lansia-e-sempre-un-sentimento-negativo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LA MIA ESPERIENZA CON IL RINNOVO PATENTE DOPO LA DIAGNOSI: la testimonianza di Simona</title>
		<link>https://www.valentinaarmani.it/la-mia-esperienza-con-il-rinnovo-patente-dopo-la-diagnosi-la-testimonianza-di-simona/</link>
					<comments>https://www.valentinaarmani.it/la-mia-esperienza-con-il-rinnovo-patente-dopo-la-diagnosi-la-testimonianza-di-simona/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2022 13:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.valentinaarmani.it/?p=2330</guid>

					<description><![CDATA[E&#8217; con piacere e ammirazione che condivido l&#8217;esperienza personale di Simona, risorsa fondamentale dell&#8217;Associazione Novilunio. Nonostante la diagnosi di demenza a giovane età, ha voglia di raccontarsi per poter essere di incoraggiamento ad altre persone che hanno ricevuto una diagnosi degenerativa neurologica e che probabilmente stanno affrontando alcune sfide comuni. SIMONA: LA MIA ESPERIENZA CON &#8230;<p class="read-more"> <a class="" href="https://www.valentinaarmani.it/la-mia-esperienza-con-il-rinnovo-patente-dopo-la-diagnosi-la-testimonianza-di-simona/"> <span class="screen-reader-text">LA MIA ESPERIENZA CON IL RINNOVO PATENTE DOPO LA DIAGNOSI: la testimonianza di Simona</span> Leggi tutto »</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-left">E&#8217; con piacere e ammirazione che condivido l&#8217;esperienza personale di Simona, risorsa fondamentale dell&#8217;<a href="https://novilunio.net/" data-type="URL" data-id="https://novilunio.net/">Associazione Novilunio</a>. Nonostante la diagnosi di demenza a giovane età, ha voglia di raccontarsi per poter essere di incoraggiamento ad altre persone che hanno ricevuto una diagnosi degenerativa neurologica e che probabilmente stanno affrontando alcune sfide comuni.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>SIMONA: LA MIA ESPERIENZA CON IL RINNOVO PATENTE DOPO LA DIAGNOSI</strong></p>



<p class="has-text-align-left">La carissima Eloisa di Novilunio mi ha chiesto di raccontare la mia esperienza con il rinnovo della patente dopo la mia diagnosi di demenza frontotemporale, magari può essere di aiuto anche ad altre persone…<br>La mia patente scadeva a maggio 2021 ma, a causa della pandemia Covid, c’è stata una proroga di un anno esatto per il rinnovo. Ho temporeggiato perché nell’estate 2021 avevo inoltrato la pratica per il riconoscimento dell’invalidità civile tramite patronato, quindi ho pensato che era meglio affrontare una pratica alla volta.<br>Fin dalla diagnosi ho deciso di mostrare tutta la documentazione: penso sia inutile negare i problemi di salute. Mi rendo conto anche io che ho problemi di attenzione se guido per più di un’ora, mi viene un gran mal di testa e male al viso… poi meglio non rischiare problemi con l’assicurazione in caso di incidenti.<br>La patente di guida mi è necessaria perché accompagno bambini a scuola e conoscenti alle visite mediche o a fare la spesa. I miei spostamenti variano dai 20 ai 50 km e non testa e gli spazi intorno diventano meno nitidi, sarebbe troppo rischioso per gli altri e per me.</p>



<p><strong>COME HO FATTO A RINNOVARE LA PATENTE</strong><br>Ad inizio 2022 sono andata alla prima visita medica presso ambulatorio rinnovo patenti ACI Castelfranco dove ho mostrato la copia della certificazione di invalidità civile e ho chiesto informazioni circa la procedura da seguire. La dottoressa dell’ambulatorio ACI mi ha spiegato che dovevo fare la visita presso la Commissione Medica Locale Patenti di Guida. Nella Asl di Modena (dove abito) si compila un modulo online di richiesta e nel giro di un giorno o due arrivano le istruzioni tramite mail con indicazione dei documenti da presentare e le eventuali visite da fare: nel mio caso avevo una visita pneumologica di controllo (perché sono asmatica) e il Vienna Test da superare.<br>Quindi mi sono informata se era possibile fare il Vienna Test tramite Asl, ma la lista di attesa era superiore ai sei mesi. C’era però la possibilità di fare questo test privatamente all’ interno dell’Ospedale di Baggiovara – molto costoso, ma pazienza, se volevo il rinnovo non avevo altra scelta. Ho preso l’appuntamento e intanto sono andata a cercare su internet se c’era un filmato per vedere di che cosa si trattava: ho trovato una simulazione del test che comunque mi è servita per non farmi prendere troppo dall’ansia…<br>Quindi mi sono recata a fare il test a Baggiovara. Prima di procedere al vero e proprio test delle abilità di guida, mi hanno somministrato il test MMSE (Mini Mental) standard, lo stesso che viene utilizzato in ogni visita neurologica. Fatto il Mini Mental, mi hanno illustrato il Vienna Test a computer.<br>Il Vienna test system è un programma per misurare l’attenzione e i tempi di reazione a determinati impulsi visivi e sonori. È un computer con video e collegato ad una console ed anche ad una pedaliera per piede destro e sinistro da premere in base alle istruzioni a video.<br><br>Questi sono un po’ di link utili sull’argomento:<br>&#8211; La valutazione cognitiva della capacità di guida nelle persone con demenza, della dott.ssa Marilena Consalvo. Nell’articolo si spiegano i test più utili per la valutazione delle capacità cognitive e per le abilità alla guida e il sistema di simulazione del Vienna Test.<br>&#8211; SCHUHFRIED response panel and foot-operated keys in action. Questo invece è il video di presentazione dell’azienda produttrice del Vienna Test, Schuhfried VTS. E’ in inglese ma illustra bene la console e i pedali che vengono usati per il test.<br>&#8211; Prueba Conducción. Prueba de Determinación DT, di APA Valencia. Questo è il video che ho guardato per capire come funziona il Vienna Test. Le scritte sono in spagnolo ma si può capire dalle immagini gli stimoli che vengono somministrati. </p>



<p>Nella prima parte del test vengono mostrate alcune immagini per qualche secondo e si deve rispondere alle domande a video in base ai ricordi sul fotogramma (per esempio se nella foto ci sono ciclisti, veicoli, pedoni e cartelli stradali). Nella seconda parte del test sul video si illuminano alcuni colori ed in corrispondenza dei colori bisogna premere i pulsanti corrispondenti sulla console.<br>Il test parte lentamente poi la velocità aumenta fino ad arrivare a sequenze molto rapide: alla fine ho fatto sicuramente qualche errore ma sono andata bene. Il che significa: se hanno promosso me, che sono piuttosto lenta, le probabilità di essere promossi sono buone!</p>



<p>La cosa più importante secondo me è ascoltare con attenzione le istruzioni della dottoressa che somministra il test, cercando di stare concentrati il più possibile e non farsi prendere dall’ansia. La dottoressa che era con me durante il test è stata molto gentile e per me superare questa prova è stata una bella soddisfazione!</p>



<p>Il passaggio successivo prevede l’incontro con la Commissione Patenti. Nel mio caso si è trattato solo di presentare ai medici della Commissione i miei documenti: dopo aver mostrato il documento d’invalidità, mi hanno detto di uscire dall’ambulatorio in modo un po’ sgarbato. Sono seguiti dieci minuti circa di discussione a porte chiuse e poi mi hanno comunicato che la patente sarà valida solo per un anno (maggio 2023).</p>



<p>Sono uscita dall’ambulatorio felice per avere rinnovato la patente e innervosita dal modo in cui trattano le persone. Ho visto altre persone entrare prima di me… la porta era aperta e ho potuto ascoltare quello che succedeva: un po’ di gentilezza magari non guasterebbe…<br>Se non altro posso continuare a lavorare per un altro anno e poi si vedrà, ma sono ottimista per il prossimo test!<br>Simona Ferrari</p>



<p>L&#8217;articolo completo con i riferimenti ai link riportati da Simona si può trovare sul Blog dell&#8217; Associazione Novilunio per la quale Simona si è raccontata: <a href="https://novilunio.net/simona-rinnovo-patente/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://novilunio.net/simona-rinnovo-patente/ </a></p>



<p>Grazie Simona, sei un esempio di forza!</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.valentinaarmani.it/la-mia-esperienza-con-il-rinnovo-patente-dopo-la-diagnosi-la-testimonianza-di-simona/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PERCHE&#8217; MI SVEGLIO SEMPRE STANCO?</title>
		<link>https://www.valentinaarmani.it/perche-mi-sveglio-sempre-stanco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 10:11:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[russare]]></category>
		<category><![CDATA[sonno]]></category>
		<category><![CDATA[stanco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.valentinaarmani.it/?p=2216</guid>

					<description><![CDATA[Quando rivolgersi al professionista psicologo?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="has-text-align-left"><strong>Quando rivolgersi al professionista</strong></h2>



<p>Non dormire bene durante la notte o svegliarsi poco riposati non è sempre un campanello d&#8217;allarme; se però vi sembra che questo succeda troppo frequentemente o che accada sempre più spesso tanto da far fatica a concentrarvi durante la giornata allora conviene fare qualche approfondimento in più.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Qualche consiglio dal professionista!</strong></p>



<p>Prima di tutto consiglio di prendere visione di quali sono le regole della buona igiene del sonno e variare qualche abitudine per vedere se con accorgimenti la situazione cambia da sola! Tenete sempre conto che il ciclo sonno-veglia ha bisogno di un po&#8217; di tempo per abituarsi a nuova regolarità quindi dategli qualche giorno per adattarsi!</p>



<p><strong>Le cose non sono ancora migliorate? Conviene consultare uno specialista..ma qual è quello giusto?</strong></p>



<p>Le difficoltà legate al sonno possono essere distinte in due grandi macro-categorie:</p>



<ul><li>a carattere psicologico che quindi richiedono l&#8217;intervento di uno psicoterapeuta esperto dei disturbi del sonno;</li><li>a carattere medico che quindi implicano il doversi rivolgere al medico di riferimento specialista.</li></ul>



<p>Il mio consiglio è quello di fare riferimento al medico di base per valutare insieme se ci sono le condizioni per svolgere un approfondimento medico o se sia una situazione da poter gestire primariamente con lo psicologo di riferimento.</p>



<p>Per non lasciarvi allo sbaraglio da specialista vi annoto qualche <strong>domanda di screening</strong> che potrebbe essere molto utile a voi e al medico di base per inquadrare la vostra situazione:</p>



<ol><li>Fate fatica ad addormentarvi o vi svegliate spesso?</li><li>Quante volte è successo durante l&#8217;ultima settimana?</li><li>Da quando è iniziato? E&#8217; aumentata la frequenza delle notti disturbate?</li><li>Ci sono attualmente delle difficoltà personali o stressanti?</li><li>Se si, succede che si possa pensare a queste difficoltà prima di addormentarsi?</li><li>Vi capita di avere dei colpi di sonno anche durante la giornata?</li><li>Fate più spesso sogni vividi o incubi?</li><li>Capita di russare o che chi è vicino a voi dica che state russando più del solito ultimamente?</li><li>Vi alzate durante la notte per urinare più frequentemente del solito e senza patologie urinarie concomitanti?</li><li>Vi capita di sentire che le gambe non vogliono stare ferme?</li></ol>



<p>Per approfondimenti sulla tematica dei disturbi del sonno<strong><a href="https://www.valentinaarmani.it/contattami/" data-type="URL" data-id="https://www.valentinaarmani.it/contattami/"> contattami in privato</a></strong> o <a href="https://www.valentinaarmani.it/disturbi-del-sonno/" data-type="URL" data-id="https://www.valentinaarmani.it/disturbi-del-sonno/"><strong>visita qui</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COSA FARE PER ESSERE IN REGOLA CON LA PATENTE DOPO UNA DIAGNOSI DI MALATTIA NEUROLOGICA</title>
		<link>https://www.valentinaarmani.it/cosa-fare-per-essere-in-regola-con-la-patente-dopo-una-diagnosi-di-malattia-neurologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 09:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[demenza]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[idoneità guida]]></category>
		<category><![CDATA[neurologica]]></category>
		<category><![CDATA[patente]]></category>
		<category><![CDATA[revisione]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.valentinaarmani.it/?p=2177</guid>

					<description><![CDATA[Revisione, rinnovo, rilascio della patente per persone con diagnosi di malattia neurologica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2><strong>Revisione, rinnovo, rilascio della patente per persone con diagnosi di malattia neurologica (es. demenza, epilessia, ictus, trauma cranico, malattie neurologiche degenerative)</strong></h2>



<p>Negli ultimi anni gli organi legislativi hanno posto sempre più attenzione agli aspetti di idoneità psico-fisica nel rinnovo/rilascio/convalida della patente, in un&#8217;ottica di maggiore prevenzione degli incidenti stradali e promozione della sicurezza stradale.</p>



<p>In particolare hanno decretato (Allegato III, Punto B, del decreto legislativo n. 59 del 2011) una necessità di valutazione presso Commissioni Locali per le persone con le seguenti diagnosi: affezioni cardiovascolari, epilessia, dipendenza da alcool o guida dipendente da alcool, uso di sostanze stupefacenti o psicotrope e abuso e consumo abituale di medicinali, turbe psichiche, <u>malattie neurologiche</u>, diabete mellito e malattie alla vista.</p>



<p>Per tutte queste condizioni cliniche le Commissioni Locali possono chiedere valutazioni mediche specialistiche per attestare l&#8217;attuale stato della patologia e valutare quali conducenti possano essere ritenuti sicuri e quali non più sicuri a seguito della condizione clinica. Tra questi esami spesso viene richiesta come integrazione la valutazione neuropsicologica, da svolgere presso centri pubblici o privati-convenzionati (art. 119 Codice della Strada).</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Ho appena ricevuto una diagnosi di malattia neurologica, cosa devo fare per essere in regola con la patente?</strong></p>



<p>E&#8217; sempre consigliato consultare la Commissione Locale dopo una diagnosi neurologica e/o dichiarare la patologia al momento del normale rinnovo della patente, per i seguenti motivi:</p>



<ol type="1"><li>Se non si dichiara una nuova patologia diagnosticata si incorre nella condizione di dichiarare il falso, che può comportare in ogni caso la revoca o sospensione della patente;</li><li>La commissione locale può facilmente approfondire la falsa dichiarazione in condizione di parallela presenza di invalidità;</li><li>la falsa dichiarazione durante il rinnovo o l&#8217;omissione di revisione della patente dopo una diagnosi di una delle malattie sopra elencate comporta una mancata copertura assicurativa in caso di incidente stradale.</li></ol>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Quale percorso seguire nel pratico?</strong></p>



<p>Ecco qui l&#8217;iter che consiglio ai miei assistiti:</p>



<p><strong>1. <u>Valutare la sensazione soggettiva di sicurezza:</u> </strong>anche se sono sempre stato un ottimo guidatore può essere che la nuova patologia possa comportare delle insicurezze o delle performance diverse; consiglio quindi di riflettere su “come mi sento io alla guida della macchina?” “Mi sento ancora sicuro o mi capita di essere più incerto nelle strade molto trafficate, negli incroci o nell&#8217;orientarmi per strade nuove?” “Mi sento più lento nei riflessi o al contrario più impulsivo?”;</p>



<p><strong>2. <u>Confrontarsi con chi ci sta vicino:</u> </strong>chiedere a chi sale in macchina abitualmente con me se mi vede più insicuro o se ha notato delle differenze o pericolosità adesso dopo la diagnosi, può succedere infatti che chi è intorno a noi si accorga più facilmente di alcune variazioni;</p>



<p><strong>3. <u>Rivolgersi alla Commissione Locale Patenti della propria provincia per dichiarare la nuova diagnosi:</u> </strong>è l&#8217;ente legislatore che deve fornire tutte le indicazioni necessarie per poter essere poi in regola, sia dal punto di vista legale che assicurativo. Le commissioni solitamente inviano alla persona un appuntamento per la revisione della patente con eventali esami specialistici recenti (solitamente entro 1-3 mesi prima della visita in commissione).</p>



<p>Da esperienza professionale posso sicuramente dire che noi clinici sappiamo quanto faccia paura la possibile perdita dell&#8217;autonomia che dà la patente, ma ricordate che <strong>soffrire di una malattia neurologica non implica automaticamente la sospensione della patente!</strong></p>



<p>Consiglio a tutte le persone interessate, quindi, di dichiarare tempestivamente la diagnosi alla Commissione Locale, per essere in regola sia dal punto di vista legale che assicurativo.</p>



<p>Per chiarimenti o approfondimenti sulla valutazione neuropsicologica all&#8217;interno dell&#8217;iter di idoneità alla guida<strong> <u><a href="https://www.valentinaarmani.it/contattami/" data-type="URL" data-id="https://www.valentinaarmani.it/contattami/">contattami in privato</a>.</u></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ACUFENI, MA NON LI SOPPORTO PIU&#8217; SOLO IO?</title>
		<link>https://www.valentinaarmani.it/acufeni-parliamone-insieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[dona]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 09:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[acufene]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia cognitivo comportamentale]]></category>
		<category><![CDATA[tinnitus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.valentinaarmani.it/?p=2172</guid>

					<description><![CDATA[Psicoterapia cognitivo-comportamentale per gli acufeni. Cominciamo a parlarne insieme!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2><strong>Psicoterapia cognitivo-comportamentale per gli acufeni</strong></h2>



<p>Si parla troppo poco di questa patologia, tante persone infatti iniziano a conoscerla solo quando compare direttamente a loro.</p>



<p>Ma chi ne soffre sa bene il grado di frustrazione e di prova psicologica che comportano e non si accontenta di certo di risposte come “bisogna solo non pensarci troppo”.</p>



<p>Da mia esperienza clinica nel supportare e trattare persone con questa diagnosi, ho visto quanto si arrivi a pensare “quanto riuscirò ad andare avanti così?” o “e se dovesse peggiorare?”; altre volte succede che l’acufene diventi il primo pensiero al risveglio e si finisca per improntare la giornata in base a quanto forte lo si sente.</p>



<p>Attualmente le ricerche mediche hanno fatto passi in avanti nella differenziazione delle tiplogie di acufene e nella loro presa in carico; come dimostrato da recenti studi scientifici il supporto di uno psicologo professionista specializzato è fondamentale nel percorso di terapia per gli acufeni.</p>



<h3><strong>Spunti di riflessione dello psicologo cognitivo-comportamentale specializzato nella terapia degli acufeni</strong></h3>



<p>La prima cosa importante dal punto di vista psicologico è quello di cominciare a conoscere questa malattia, perchè una buona informazione sulle sue caratteristiche cliniche è la base per poter capire di che cosa si soffre e poterlo affrontare&#8230;conoscere è potere!</p>



<p>La seconda cosa importante è quella di sapere che non si è i soli a soffrirne, ma poter sentire la propria esperienza come una tra tante altre e poter eventualmente confrontarsi con altre persone su rimedi/espedienti e iter medici seguiti.</p>



<p>In virtù di questo condivido una testimonianza in prima persona che mi ha molto interessato, scoprirete nomi noti del settore artistico che ne hanno sofferto/soffrono!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container" style="height: 100%;"><iframe title="ACUFENE e MUSICA: la mia storia e la lista degli artisti che sono affetti da Tinnitus" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/uomZGyDJAKE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p>Per approfodimenti sulla tematica Acufeni e sulla psicoterapia cognitiva-comportamentale specialistica <a href="https://www.valentinaarmani.it/acufeni/" data-type="URL" data-id="https://www.valentinaarmani.it/acufeni/">visita qui</a> o <a href="https://www.valentinaarmani.it/contattami/" data-type="URL" data-id="https://www.valentinaarmani.it/contattami/">contattami in privato</a>.</p>



<p>Iniziamo a parlarne!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
